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Transizione 5.0: credito d'imposta per la digitalizzazione delle PMI nel 2026

27 ottobre 2026 · Andrea Torresi, Commercialista · 5 min lettura

Il credito d'imposta Transizione 5.0 è lo strumento principale per le PMI italiane che investono in digitalizzazione ed efficienza energetica. Nel 2026 il quadro normativo si è stabilizzato dopo mesi di incertezza: ecco cosa sapere.


Come funziona il credito Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 riconosce un credito d'imposta alle imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, che abilitano la transizione digitale e quella energetica. A differenza del precedente Piano 4.0, il 5.0 vincola il beneficio al raggiungimento di un risparmio energetico effettivo.

I beni agevolabili sono quelli elencati negli allegati A e B della Legge 232/2016: macchinari, software, sistemi di automazione e integrazione, a condizione che l'investimento produca una riduzione certificata dei consumi energetici.


Aliquote e budget 2026

Fascia di investimentoAliquota baseCon risparmio energetico ≥10%
Fino a 2,5 mln €35%45%
Da 2,5 a 10 mln €15%25%
Da 10 a 50 mln €5%15%

Il budget complessivo per il 2026 è di 1.302,3 milioni di euro. Il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24 con il codice tributo “7072”, in 5 rate annuali di pari importo.


Imprese “esodate”: recupero all'89,77%

Molte imprese avevano ottenuto l'ammissibilità tecnica del progetto di investimento ma non il beneficio, perché i fondi si erano esauriti. La questione è stata risolta in due passaggi:

  1. Il D.L. 38/2026 aveva inizialmente riconosciuto solo il 35% dell'importo richiesto.
  2. Il D.L. 42/2026 ha incrementato la percentuale all'89,77%, confermato dal Senato il 14 maggio 2026 con la conversione in legge.

Per le imprese interessate, il credito si riferisce agli investimenti effettuati entro la fine del 2025 e già ammessi dal GSE.


Scadenze operative

Attenzione: il raccordo tra Piano 4.0 e Piano 5.0 resta un punto critico. Gli investimenti avviati sotto il regime 4.0 e completati sotto il 5.0 possono avere regole diverse. Verificare sempre con il GSE e il proprio commercialista.

Cosa può fare una PMI ora

  1. Verificare l'ammissibilità: accedere al portale GSE e controllare se l'investimento previsto rientra nei beni agevolabili.
  2. Certificazione energetica: ottenere la certificazione ex ante del risparmio energetico atteso, rilasciata da un certificatore accreditato.
  3. Prenotazione: inviare la comunicazione preventiva al GSE per riservare il credito.
  4. Realizzazione e conferma: completare l'investimento e inviare la comunicazione di completamento nei termini.
Importante: questo articolo ha finalità esclusivamente informativa e non costituisce consulenza professionale. Ogni impresa ha una situazione specifica che richiede un'analisi individuale.

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Fonti normative e riferimenti

Questo articolo è redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689, art. 50). Titolare del trattamento: Andrea Torresi, Torresi & Associati S.r.l., Corso Umberto I° 161, 62012 Civitanova Marche (MC).